C'è una casetta nel bosco...e una bara (parte seconda)

Il post C’è una casetta nel bosco terminava con l’accenno alla “casa degli uomini”.
Secondo Vladimir Propp in Morfologia della Fiaba. Le radici storiche dei racconti di magia, la “casa degli uomini” era un’istituzione tipica dell’ordinamento tribale e di un’economia basata sulla caccia e, con il totemismo, come suo rispecchiamento ideologico. Tale istituzione prevedeva che i giovani maschi che avessero raggiunta la maturità sessuale non vivessero più nella casa paterna ma che si trasferissero in grandi case costruite appositamente per gli uomini, vivendo in comunità. Non è un allontanamento che impoverisce la tribù o la comunità ma anzi, ne rinforza la tradizione: qui i giovani uomini conservano oggetti sacri e maschere tribali; danzano; praticano riti legati ai loro culti indigeni.
La fiaba ha conservato tracce di questa istituzione. Di solito la visione della casa, da parte del giovane maschio, suscita sorpresa. La prima sorpresa è la dimensione della casa, queste case per gli uomini erano enormi soprattutto rispetto alla casa paterna di provenienza; caratteristica rimasta nelle fiabe più antiche. La casa è spesso circondata da una recinzione, spesso sottoforma di cancellate di ferro dove capitava fossero inseriti dei teschi, il tutto per allontanare i malintenzionati e proteggere gli oggetti sacri contenuti nella casa. Spesso il recinto è formato da una siepe; Propp non trova nelle fiabe della sua terra (la Russia) reminiscenze di questa siepe ma ci indica un esempio di tale siepe viva nella fiaba della Bella addormentata nel bosco, intorno alla protagonista cresce infatti una selva di rovi per proteggerla. E in fondo, la casa della fiaba de La bella addormentata nel Bosco, è proprio la Bella Rosaspina; lei è la casa di se stessa, è in lei che, dormendo, avvengono dei cambiamenti. Forse sogna, forse percepisce che non è il momento di svegliarsi, percepisce che il Principe è ancora distante, chissà?! E’ lei il luogo sacro all’interno del bosco, è il suo sonno che fa muovere gli altri personaggi affinché il sonno termini e la Bella torni alla piena coscienza di sé.
Eh già, la bella addormentata nel bosco. Secondo Propp, ad un certo punto, nelle “case degli uomini” arriva una donna. Propp parla di “sorella”. La fanciulla arriva alla casa nella foresta per vari motivi: è stata cacciata dalla matrigna, è stata rapita, ha perso la strada di casa, ecc. qui, la “sorella” è amata come una sorella carnale, vive nelle casa si occupa della sua pulizia, di preparare i pasti, mentre gli uomini vanno a caccia o si dedicano al brigantaggio o varie attività poco lecite. In realtà, la donna presente nella casa degli uomini era di solito, la moglie di uno degli uomini o una donna alla mercé dei più giovani iniziati. Ad un certo punto questa donna usciva dalla casa o come moglie o tornando nel villaggio; sorgeva un problema: la donna era a conoscenza dei segreti della casa, aveva assistito alle danze, ai riti, ai racconti della tradizione, e adesso? Come poteva abbandonare la casa? Con la morte, la morte apparente, temporanea; Propp suppone che la donna, prima di essere allontanata dalla casa, venisse sottoposta al rito di iniziazione con il quale entrava in possesso di quei segreti “degli uomini” che giurava di non rivelare. Nella fiaba la donna muore, temporaneamente, tramite oggetti: schegge, aghi, spine oppure pettini e forcine; oggetti che possono essere ingeriti, come mele avvelenate o bevande. Affinché la giovane ritorni in vita è sufficiente eliminare l’oggetto che ha indotto il sonno. La bara di cristallo trasparente in cui la donna è collocata durante il suo sonno, sembra sia legata al fenomeno del sonno iniziatico, il sonno temporaneo; al cristallo venivano attribuite qualità magiche e questo elemento aveva un suo ruolo all’interno del rito di iniziazione. In questa visione, la Bella addormentata nel bosco, quale segreto porterà con sé al suo risveglio?

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