La vera storia di Hansel e Gretel

Hansel e Gretel, Illustrazione di Simona Cordero
Altri suoi lavori sono visibili su http://www.illustratori.it/SimonaCordero/

C’erano una volta due fratellini, Hansel e Gretel, furono abbandonati nel bosco dai genitori. Cammina, cammina   trovarono la loro fortuna/sfortuna: una bella casetta di marzapane, decorata di panna, cioccolato e ghiottonerie varie. Cominciarono a mangiarla, quando comparve sulla porta la vecchietta che vi abitava, li ospitò, dopodiché rinchiuse in una gabbia Hansel per farlo ingrassare e poi mangiarlo, d’altronde anche la vecchietta aveva fame, mentre Gretel divenne la sua piccola domestica.  Hansel e Gretel, seguendo la loro intelligenza ed astuzia, misero nel forno la strega e si appropriarono di tutti i suoi averi, rendendo ricchi i loro genitori.
Secondo le scoperte di un professore di scuola media, Georg Ossegg, che compì negli anni successivi all'ultima guerra, la strega della fiaba di Hänsel e Gretel è un personaggio realmente esistito. Il suo nome era Katharina Schraderin, nata ad Harz, in Germania, nel 1618, figlia di un pasticciere di Wernigerode. Sembra sia stata una cuoca e pasticcera di focacce e pan pepato fino a quando, nel 1647, si rifugiò in una casetta nei boschi dell'Engelsberg. Tutto ciò è documentato dai registri parrocchiali, protocolli e atti che il professor Georg Ossegg ha raccolto nei primi anni di quest'ultimo dopoguerra. Ossegg scoprì che, presso Aschaffenburg, esisteva un bosco, che prende nome dal villaggio dello Spessart, e che la gente del luogo chiama «il bosco della strega»; si convinse che proprio in questo bosco era vissuta la strega della fiaba, e si mise alla ricerca dei resti della «casa delle focacce», dove sarebbe vissuta e uccisa  la strega della fiaba. 
Trovò le fondamenta di pietra di una casetta d'argilla, e accanto ad essa i resti di quattro forni, per di più, in uno dei forni fu rinvenuto lo scheletro di un corpo carbonizzato, che risultò essere di una donna, sui trentacinque anni. Tra i resti fu trovata anche una cassettina di ferro con i resti di una focaccia, attrezzi da pasticceria e un foglietto con una ricetta scritta a mano: era la ricetta del pan pepato di Norimberga, e s'indicava l'uso del bicarbonato d'ammonio. I resti potevano esser fatti risalire al XVII secolo, nel quale visse la pasticciera di Wernigerode. Nel settembre 1962, Ossegg trova, nell'archivio comunale di Wernigerode, un documento datato 1651, con su scritto: Maximamente authentica et sommamente accurata descrizione de lo interrogatorio con terribilissimo suplicio della Katharina Schraderin nomata la Strega Pastizzera. Era l’interrogatorio che nel 1647, a Gelnhausen, Katharina aveva subito davanti ai giudici, accusata di stregoneria. La descrizione del processo ricalca fedelmente le pratiche della strega della fiaba impersonata dalla pasticcera Katharina. La figura della strega nel bosco è aderente alla descrizione dei Fratelli Grimm, da far sospettare che i giudici non fossero a conoscenza di fatti provati e testimoniati, ma di una fiaba popolare e che da questa fossero influenzati. 
E i due fratellini Hansel e Gretel? In base a leggende popolari e non documentate,  Ossegg ritiene che si tratterebbe di due fratelli, Hans e Greta Mettler, che negli anni del processo a Katharina avevano 37 e 34 anni. Hans è pasticciere, ed è colui che prima cercò di sposare Katharina, poi, respinto, la denunciò per stregoneria. Dopo il processo e la liberazione di Katharina, Hans e la sorella, avrebbero ucciso la pasticciera per impossessarsi della ricetta col bicarbonato di ammonio. Secondo lo studioso Traxler, la favola di Hänsel e Gretel sarebbe il risultato di un paio di casi criminologici, di un documento giudiziario e di ricordi popolari.  
Per approfondimenti si veda Alchimia della fiaba di Giuseppe Sermonti ed. Lindau

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