Il cibo nelle fiabe

La casetta di marzapane in Hansel e Gretel
Illustrazione tratta da "Il mio Amico" ed. Garzanti

Briciole di mollica di pane, pranzi sontuosi dove tutti mangiano felici e contenti, casette di marzapane, mele avvelenate, così il cibo abbonda nelle fiabe, accompagnando i protagonisti nel bene e nel male. A volte i protagonisti diventano loro stessi del cibo, basti pensare a bambini che vengono mangiati dal lupo o dall’orco. Il cibo, di solito la sua mancanza, dà la spinta alla storia: genitori poveri che non sapendo come sfamare i propri figli li abbandonano (Pollicino o Hansel e Gretel); la fame spinge Hansel e Gretel ad avvicinarsi alla casetta fatta di marzapane e focacce, diventando da bambini/affamati a bambini/cibo per la vecchia cannibale che abita proprio nella casa. Intorno al forno, dove il fuoco arde in attesa di cuocere il piccolo Hansel, si muove la scena, non più il focolare della rassicurante vita domestica ma la fornace dalla bocca incandescente che darà la morte. La favola di Cappuccetto Rosso inizia con la bambina che deve portare il cibo alla nonna e anche lei finisce per essere mangiata. Nella favola de La Bella Addormentata nel Bosco la principessa rischia la morte per non aver assegnato ad una fata un posto a tavola. La tavola era molto sfarzosa perché si festeggiava la nascita della principessa: posate d’oro e diamanti; non essere invitati a tavola, simbolo della condivisione, di appartenenza ad un gruppo scatenerà l’ira della fata esclusa. Esclusa anche dalla ricchezza e dalla società, bisogna infatti pensare che in epoche in cui il denaro non esisteva, il cibo era ciò su cui si basava il sistema del baratto, consentendo quindi la possibilità di scambio e quindi di miglioramento. E mentre nei focolari dei contadini o dei 7 nani c’è una pentola in cui bolle il semplice frutto della terra, come verdure e legumi, nei focolari dei ricchi, cucinati dalla servitù del palazzo, ci possono trovare un maiale arrosto o della selvaggina. La selvaggina era dono molto gradito tra le classi più alte, basti pensare al gatto con gli stivali che donando al re della selvaggina farà la fortuna del Marchese di Carabas. Il cibo è nutrimento e donare cibo è donare la vita. Il cibo più donato, spesso come dicevamo come paga, è il pane. Bianco come la farina se sulle tavole di qualche re, oppure nero ottenuto con farine di grano scuro quando lo vediamo (con la fantasia) sulle tavole dei contadini. Le molliche di pane, delle fiabe di Pollicino di Hansel e Gretel, fanno pensare alle ultime briciole rimaste nelle loro abitazioni da cui vengono allontanati perché di quell’alimento ormai sono rimaste le briciole. Nelle Avventure di Pinocchio il cibo quando appare in abbondanza è presagio anche di pericolo: la cena al Gambero Rosso con il Gatto e la Volpe è abbondante e colorata, servita in un luogo caldo, ma dietro l’angolo c’è l’agguato dei due commensali; il pescatore verde catturerà Pinocchio e, scambiandolo per un buffo pesce, cerca di friggerlo; la povertà del cibo è invece nella casa di Geppetto, dove anche la pentola è dipinta – come il fuoco - sulla parete, quindi è immagine, è cibo sognato e, ciò che il burattino Pinocchio può mangiare, sono tre pere e un po’ di pane secco in una casa fredda ma sicura, dove il burattino è all’oscuro delle avventure che lo attenderanno.

8 commenti:

  1. Anche ne "Il labirinto del Fauno" il cibo, a un certo punto, ti frega. E a ben vedere anche nel mito di Proserpina/Persefone, sia per la protagonista, costretta a passare metà dell'anno negli inferi, sia per la povera gente che da allora può coltivare solo in determinati periodi.

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    1. Il cibo è simbolo di vita e quando manca di morte, ma può essere anche simbolo di tentazione; può quindi, essere a tutti gli effetti il "motore" di una storia. Grazie per il commento!

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    2. Ne Il labirinto del Fauno si erano ispirati anche al mito di Proserpina che per quanti chicchi di melograno avrebbe mangiato, lei sarebbe trascorsa tal numero di mesi nell'ade.
      Ma anche a un mito ricorrente delle fiabe che si vede anche ne La Città incantata di Miyazaki: mai mangiare il cibo delle fate o di elementi soprannaturali poiché ti faranno perdere la tua identità

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    3. Verissimo, e un gran bel film!

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  2. E non dimentichiamoci della mela... tra Biancaneve ed Eva, questo povero frutto non ha una gran fama!

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    1. La mela!! Il peccato...il veleno, dovrò scrivere un post solo sulla mela:)

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    2. Lo leggerò sicuramente! :D

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  3. C'è anche il "cibo mancato" nella fiaba de "Il pescatore e sua moglie" il rombo graziato dalla padella, che si trasforma in un elemento magico :) :) con finale a sorpresa!

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