Hansel e Gretel - L'abbandono e il viaggio nel bosco

The walk to paradise garden, di
W. Eugene Smith, 1946
La casa di Hansel e Gretel si trova ai margini di un gran bosco. Ai margini, dove le luci e le ombre della vita del bosco sono ancora sconosciute ai due bambini. E’ una casa in attesa che avvenga qualcosa, che avvenga, forse, l’allontanamento dei due bambini e poi attenda il loro ritorno. All’interno i bambini con i genitori (in una prima versione la madre è la madre naturale; nella successiva revisione i Fratelli Grimm sostituiranno la madre con una matrigna per rendere meno negativa la figura materna). Il padre è un taglialegna, per il quale fin dall’inizio c’è una sorta di “comprensione”, descritto come povero nonostante gli sforzi per guadagnare cibo per la famiglia. E’ una notte insonne quella che precede l’addio alla casa paterna, il padre è sveglio per i troppi problemi, la madre cerca la soluzione che salvi lei e il marito, i bambini sono svegli per la fame. E il bosco è là fuori, oscuro che aspetta paziente. 
Seguendo quanto ritenuto dalla psicanalisi di Jung, il bosco sarebbe la rappresentazione del principio femminile e si identifica con l’inconscio, il bosco per di più, rappresenterebbe il lato oscuro dell’inconscio. Il fatto che il padre dei due bambini, come troviamo in molte altre fiabe, sia un taglialegna, ci vuole forse indicare che il padre ha la capacità e la responsabilità di “incidere” profondamente sull’inconscio dei figli, come confermano le osservazioni psicologiche? 
La Matrigna e la fame sono i due moventi che portano all’abbandono dei due fratellini. Bisogna dire che anche il movente della fame è stato aggiunto in una versione successiva, insieme alla matrigna. L'aggiunta della matrigna e della fame, nella stessa versione, ha fatto supporre a studiosi come Bettlheim che l’abbandono dei due bambini sia una trasposizione dello svezzamento e del conseguente allontanamento da parte dei genitori. 
Dopo il latte, l’altro elemento base per la vita è sicuramente il pane, cibo che dà vita alla famiglia del taglialegna, ma sembra, che sia ormai finito, siano rimaste solo le…briciole. E le briciole sono determinanti per il ritorno a casa di Hansel e Gretel. Il pane è la base di ogni pasto e costituisce la sopravvivenza e le briciole preannunciano carestia. Certo è che, al di là del simbolismo, la storia ci dice che l’abbandona dei bambini nel bosco era una pratica assai diffusa in tempo di carestia. 
Hansel si guarderà indietro due volte: la prima vedrà il suo gattino bianco sul tetto; la seconda volta vedrà, sempre sul tetto, un piccolo piccione; anche i due animali sono dei piccoli che come Hansel e Gretel appartengono al mondo dell’infanzia. Il bambino e la casa si guardano, ma è visibile solo il tetto, come deduciamo dal fatto che si vedono soltanto il piccione e il gatto, il bambino è quindi già lontano, non vede più la base della casa e la porta che sembra averlo chiuso fuori. 
Il gatto è associato al femminile, in questo caso il gatto sul tetto rappresenta la morte della madre biologica soprattutto considerando che gatto e matrigna furono aggiunti insieme in una versione successiva. 
Il fuoco è, insieme alla luna piena, la sola luce presente nel bosco durante le notti dell’abbandono; la luna, simbolo femminile, e il fuoco, simbolo maschile, sostituiscono la figura materna e paterna che in quel momento sono lontane dai due bambini; abbandonati dalla persone fisiche del padre e della madre, rimangono accuditi dalla “famiglia” natura. 
I due bambini viaggiano nel bosco alternando, nell’arco della fiaba, la loro leadership, infatti, all’inizio è Hansel che rassicura Gretel, spesso in lacrime, prendendosi cura di lei e confortandola. Successivamente, però, nel periodo della prigionia di Hansel, Gretel vedrà aumentare la propria forza, tanto da liberare il fratello, uccidendo la strega, ed infine, lo precederà in groppa all’oca nell’attraversamento del fiume per ritornare a casa.
Cammineranno per 3 giorni, fino a quando, arriveranno alla casetta di marzapane guidati fin là da un uccellino. Per l’importanza degli uccelli in questa fiaba vi rimando al postIl Signor Dettofatto e la riconoscenza degli animali”.

4 commenti:

  1. Salve Marcella,
    posso chiederti come fai a trovare i testi originali ? Dove li trovi? :)

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    1. Ciao Manuela, se entri nelle pagine del mio blog (in alto) dedicate ai Grimm, Perrault e Andersen lì trovi i link ai siti dove puoi trovare le trame complete; alcuni di loro riportano più versioni. E', inoltre, uscito recentemente il libro che cito alla fine del post, che riporta le versioni originali di alcune fiabe dei Grimm. Spero di esserti statad i aiuto :)

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  2. Buffo che il padre della mia ormai famosa nonna che mi raccontava le fiabe da piccolo fosse un taglialegna. Sono i tipici collegamenti che stuzzicano la mia immaginazione :)

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    1. Oh la tua mitica nonna aveva un vero legame con il mondo delle fiabe! Chissà suo padre se gliele raccontava e come le raccontava dei taglialegna delle fiabe...anch'io mi lascio prendere dai collegamenti...:)

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