I dodici cacciatori (Grimm)

"E nel dir questo, si cavò un anello di dito e
infilandolo nel dito a Trotona aggiunse che quello
era un pegno eterno della sua fede,
 e che stava a lei fissare l'ora della partenza".
da L'Uccello Turchino di  M.me D'Aulnoy
C'era una volta un principe che aveva una fidanzata e l'amava teneramente. Un giorno che si trovava insieme a lei, tutto felice, giunse la notizia che il padre stava per morire e desiderava vederlo ancora una volta. Allora egli disse alla sua amata: -Devo partire e lasciarti, ma ti do quest'anello in mio ricordo. Quando sarò re, tornerò a prenderti-. Poi partì a cavallo e, quando arrivò, il padre era in fin di vita e gli disse: -Figlio diletto, ho voluto vederti ancora una volta; promettimi di sposarti secondo la mia volontà-. E gli nominò una certa principessa che doveva diventare sua sposa. Il figlio era così afflitto che rispose, senza riflettere: -Sì, caro padre, sarà fatta la vostra volontà-. Il re chiuse gli occhi e morì. Il principe fu proclamato re e, quando fu trascorso il periodo di lutto, dovette mantenere la promessa fatta al padre: fece perciò chiedere la mano della principessa e gli fu concessa. Lo venne a sapere la sua prima fidanzata, e si addolorò tanto dell'infedeltà che quasi ne morì. Allora il padre le disse: -Figliola cara, perché‚ sei tanto infelice? Avrai tutto ciò che desideri-. Ella rifletté‚ un momento, poi disse: -Caro padre, desidero undici fanciulle che mi somiglino nelle fattezze e nel volto-. Il re disse: -Se è possibile, sarà fatto-. E fece cercare in tutto il regno, finché‚ si trovarono undici fanciulle simili a sua figlia nelle fattezze e nel volto. Quando si presentarono alla principessa, ordinò dodici abiti da cacciatore, tutti uguali, e le undici fanciulle dovettero indossarli, mentre ella indossò il dodicesimo.

Già questa prima parte la fiaba mette in scena molti dei suoi riferimenti simbolici, tra questi, l’abito, simbolo di una sorta di “investitura”, di attribuzione di una nuova identità. E’ quanto si evince dalla realizzazione dei 12 vestiti identici con cui camuffare 12 giovani donne. Il vestito le renderà simili l’una all’altra, per essere identiche alla prima, la matrice o, se vogliamo, il seme della Matrioscha che deve essere nascosta più delle altre a lei simili.
In molte fiabe troviamo la realizzazione di un vestito: da Pelle d’Asino agli “invisibili” vestiti dell’Imperatore, le vesti lanciate agli 11 cigni fino ai preziosi abiti di Cenerentola.
Sono abiti che trasformano chi li indossa. 
Anche l’anello è un oggetto che viene indossato e che, spesso, come il vestito, trasforma poiché anello magico, la sua magia è legata alla sua origine: i fabbri considerati artisti della metallurgia e dello sciamanesimo erano conoscitori delle forze ignote del mondo in quanto forgiavano elementi della terra attraverso il fuoco. Anche la sua forma è legata al potere di trasformare: un cerchio vuoto che oltre a rappresentare l’infinito può rappresentare il vuoto e, nel vuoto si può assumere qualunque identità. 
Nella fiaba I 12 cacciatori, è il simbolo dell’amore eterno, che rappresenta il congiungimento di due amanti, ingiustamente separati dalle circostanze terrene, ma che il destino vuole, attraverso l’anello, ricongiungere: è l’anello di una catena che non può essere spezzata, l’anello, quando spezzato, è simbolo di una promessa rotta.
Il numero 12 è considerato il più sacro tra i numeri, poiché in stretta relazione con il tre (12 = 1 + 2 = 3) e perché prodotto di 3 per 4. Il 12 indica la ricomposizione della totalità originaria, la discesa in terra di un modello cosmico di pienezza e di armonia; indica la conclusione di un ciclo compiuto, come i 12 segni zodiacali che rappresentano, appunto, il ciclo della vita. I 12 segni zodiacali possono aver influenzato numerosi miti (Ercole, dovrà affrontare le 12 fatiche identificabili con il percorso attraverso lo Zodiaco prima di diventare semi-dio); ma anche il mondo della fiaba testimonia l’importanza del numero 12, infatti, spesso compaiono gruppi di 12 persone (Le 12 Principesse danzanti) a volte trasformate in animali (come nella fiaba dei Grimm I 12 fratelli dove i protagonisti sono trasformati in 12 buoi ).

La fanciulla riuscì, insieme alle sue 11 compagne ad entrare a far parte delle guardie del Re.
Ma il re aveva un leone che era una strana bestia: sapeva tutto ciò che era nascosto e segreto. Una sera disse al re: -Pensi di avere dodici cacciatori?-. -Sì- rispose il re -sono dodici cacciatori.- -Ti sbagli- replicò il leone -sono dodici fanciulle.- Rispose il re: -Non è possibile! Come puoi provarlo?-. -Oh, fa' spargere dei piselli nell'anticamera- rispose il leone -e lo vedrai subito: gli uomini hanno un passo fermo e se calpestano i piselli non se ne muove neanche uno; ma le fanciulle trotterellano, zampettano, camminano strisciando i piedi e fanno rotolare i piselli.- Al re piacque l'idea e fece spargere i piselli. Ma c'era un servo del re che proteggeva i cacciatori, e quando udì che volevano metterli alla prova, andò e raccontò loro tutto quanto, dicendo: -Il leone vuole dimostrare al re che siete fanciulle-. La principessa lo ringraziò e poi disse alle sue ancelle: -Controllatevi e camminate sui piselli con passo deciso-. 

Bernardo Strozzi Le tre Parche
Quando la mattina dopo il re fece chiamare i dodici cacciatori, ed essi entrarono nell'anticamera dov'erano sparsi i piselli, ci camminarono sopra con tanta sicurezza e avevano un passo così fermo e deciso, che neanche uno rotolò nè‚ si mosse. Se ne andarono e il re disse al leone: -Mi hai ingannato, camminano proprio come uomini-. Il leone rispose: -Sapevano che sarebbero state messe alla prova, e hanno controllato la loro andatura. Ma fai portare nell'anticamera dodici filatoi: ci si avvicineranno con gioia, e questo nessun uomo lo fa-. Al re piacque l'idea e fece disporre i filatoi nell'anticamera. Ma il servo che proteggeva i cacciatori andò da loro e rivelò il tranello. Come furono sole, la principessa disse alle sue undici fanciulle: -Controllatevi e non guardate mai i filatoi-. La mattina dopo, quando il re fece chiamare i suoi dodici cacciatori, questi attraversarono l'anticamera senza guardarli affatto. Allora il re disse nuovamente al leone: -Mi hai ingannato, sono uomini: non hanno guardato i filatoi-. Il leone rispose: -Sapevano che sarebbero state messe alla prova e si sono controllate-. Ma il re disse: -Non voglio più crederti-.
I 12 filatoi sono legati indirettamente alla realizzazione dei 12 abiti; la fanciulla che tesse al filatoio è un figura molto frequente nelle fiabe, possiamo a volte, trovare la vecchia che, china al telaio, crea tessuti da donare ad una giovane alla quale cambierà il destino E’ questo, probabilmente, il filatoio delle Parche che tessono i destini degli uomini. Assimilate alle tre Moire greche: Cloto, (in greco "io filo") che filava lo stame della vita; Lachesi ("destino"), che lo svolgeva sul fuso; Atropo ("inevitabile") che, con delle cesoie, lo recideva. Queste sono raffigurate come tre donne anziane. Nell’iconografia è spesso accentuato il distacco e l’indifferenza per il loro lavoro, ossia per il destino degli uomini. La fiaba ha tolto questa interpretazione, quasi ribaltandola, mostrando, appunto, delle vecchie al telaio atte a fornire abiti a giovani fanciulle, quindi alla vita che fiorisce.
Nel finale, l'anello svelerà la verità e gli abiti-maschera cadranno:
Così i dodici cacciatori seguivano sempre il re durante la caccia, ed egli li amava sempre di più. Ma un giorno, mentre si trovavano a caccia, annunciarono che stava giungendo la sposa del re. La notizia afflisse a tal punto la vera fidanzata, che le parve di morire e cadde a terra priva di sensi. Il re pensò che fosse successa una disgrazia al suo caro cacciatore, corse a soccorrerlo e gli tolse il guanto. Ed ecco egli scorse l'anello che aveva dato alla sua prima fidanzata e, guardandola bene in viso, la riconobbe. Tutto commosso, la baciò, e quand'ella aprì gli occhi, le disse: -Tu sei mia e io sono tuo, e questo nessun uomo al mondo potrà cambiarlo-. Inviò un messo all'altra sposa pregandola di ritornare nel suo regno, poiché‚ egli aveva già una fidanzata, e chi ritrova la vecchia chiave, non ha bisogno di una nuova. Poi furono celebrate le nozze, e anche il leone ritornò in grazia, perché‚ aveva pur detto la verità.

4 commenti:

  1. Non conoscevo questa fiaba! In effetti... conosco ben poco i Grimm, devo rimediare!
    Molto interessante come al solito il post: dalla simbologia dell'anello e del numero 12, alla questione dei vestiti e dei filatoi *__*
    Alla prossima, io attendo! :D

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    1. Grazie Glò! nemmeno io la conoscevo, mi ha chiesto un'analisi una lettrice del blog e così mi ha dato anche l'occasione per scrivere questo post :) Allora alla prossima!!

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  2. Per me potresti scrivere un libro filosofico su simbologia e fiabe, ma anche su simbologia e quello che preferisci. Potrebbe venirne fuori qualcose di originale. La tua capacità di analisi è ottima. Io l'applicherei alla scrittura di un saggio su questi temi. Per me sei portata per questo genere. E potresti dare un contributo interessante in tal senso. Senza limitarti alla scrittura di post. Però, pensandoci bene, avresti un pubblico di nicchia, probabilmente...
    A proposito del post, il numero 12 mi ha fatto venire in mente le dodici stelle sul capo della Madonna.
    Ciao!

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    1. Ciao Lucia, grazie davvero gentile! L'idea di un libro mi solletica da tempo, devo solo decidere di partire all'azione. Mi documenterò sulle 12 stelle della Madonna, chissà che non ne nasca un altro post. Grazie, per il tuo generoso commento!!

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